Pret-a-porter: la moda del “pronto da indossare” low cost

pret-a-porter

Nell’ immaginario di molte persone il termine pret-a-porter  ha il significato di capo di moda.

In realtà non ha nulla a che vedere con l’Alta Moda in quanto il prêt à porter rappresenta il passaggio dall’abito di sartoria su misura alla produzione in serie dei vestiti mediante mediante l’industrializzazione.

Il pretaporter è la conversione dell’Alta moda in moda low cost.

Pret a porter significato e storia

Dal termine pret- a -porter deriva l ‘ odierno Fast -Fashion: quanti di noi vedono un vestito e lo vogliono subito? Hai visto l’ultimo abito dell’influencer su instagram e non sai resistere?

Prima del pret a porter saremmo dovuti recarci in delle sartorie artigianali e ci saremmo fatti realizzare il nostro stupendo abito su misura. 

Il termine francese pret-a-porter in italiano si traduce in pronto da portare, in inglese in ready to wear: gli abiti pret a porter evocano la comodità.

Questa Moda Low cost nasce in America nel 1812 con l ‘ esigenza di creare uniformi militari pronte all’uso: ebbene sì, non nasce per le donne di moda ma per l’uomo e per le divise militari.

 In precedenza gli abiti venivano eseguiti su misura con tessuti pregiati ed ottime cuciture a mano per donne benestanti e nobili mentre le meno abbienti se volevano restare “alla moda” dovevano accontentarsi di fare delle modifiche a capi che già possedevano.

Il termine pret-a-porter cominciò ad essere usato per i civili in Francia negli anni ’40 , prima della seconda guerra mondiale. Dalla fine della seconda guerra mondiale c’è una forte richiesta di abbigliamento “alla moda” , di capi in gran quantità per tutte le classi sociali e a prezzi accessibili. Cominciano a prodursi abiti non più su misura ed artigianali, fatti per noi come li vogliamo noi ma sulla base di taglie standard. Con la crisi del 1929 l ‘America per arginare la grave situazione economica nazionale comincia ad adottare nei confronti del Europa e dell’estero un pesante Protezionismo con forti misure di dazi contro l’importazione. C’è un grande calo di esportazioni di moda francese , che fino ad allora deteneva la leadership nel settore, si valorizzano le risorse creative americane .

Quindi in breve tempo l ‘ America si conquista una leadership anche nel settore “MODA”.

Si comincia ad imporre in Europa una forte “americanizzazione”, un desiderio di essere tutti uguali sui principi di democrazia americana e questo si riflette anche nella moda. Ne consegue una forte standardizzazione nella moda che sfocia a breve e fino ai nostri giorni in una modaspazzatura.

A questo punto nel post guerra comincia a trarre vantaggio l’artigianato italiano perchè in Italia la manodopera costava poco e l ‘America incentiva la produzione in Italia.

Quindi negli anni ’50 imperano le sfilate fiorentine e la Moda Boutique.

Si arriva poi all ‘Alta Moda Pronta , le seconde linee delle case di Alta Moda italiane, confezioni in serie prodotte con materiali più scadenti.

Lo step successivo lo incontriamo negli anni ’80 con l’industrializzazione del tessile e con il decentramento della produzione in parti del mondo dove di nuovo la manodopera costa poco .

Come nasce l’eco-fashion

La produzione selvaggia degli anni attuali del settore del Tessile ha portato ad un inquinamento ambientale preoccupante. Tramite l’ LCA ovvero il Life Cycle Assessment, valutiamo il ciclo di vita di un prodotto e quello della maggior parte dei capi prodotti oggi ha un impatto estremamente negativo sulla nostra salute e su quella del nostro pianeta.

Ed ecco che nasce l’eco-fashion e la moda ecosostenibile.

Noi di Made Italy moda puntiamo agli abiti di sartoria artigianali, alle migliori marche di abbigliamento made in italy e alle produzioni con tessuti rigenerati per  un eco abbigliamento ma in linea con la f a s h i o n attuale.

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